Miscellanea

Foco! Feste e riti nei Monti Lepini

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la festa dei faune a Bassiano nella sera dell'Ascensione
la festa dei faune a Bassiano nella sera dell’Ascensione

Con l’arrivo della primavera sui Monti Lepini è possibile assistere a riti e feste legate al passaggio stagionale.  Nell’oscurità delle ultime notti invernali si potrà vedere il bagliore di fuochi e falò. Le Ceneri iniziano un periodo particolarmente difficile dell’anno che noi nella comoda vita odierna abbiamo “apparentemente” rimosso, avendo a disposizione un’eccessiva disponibilità di cibo: abbiamo, infatti, le arance della Spagna, il prosciutto in offerta di “montagna” (che non si sa in realtà quale montagna), carne a volontà etc etc. Un tempo no, ci si doveva accontentare di quello che la stagione poteva offrire evocando gli spiriti benigni della terra.

L’uso di accendere fuochi in prossimità dell’equinozio di primavera è attestato in tante culture, bruciare significa rinnovare, si bruciano gli scarti di falegnameria, le potature (in molti casi dalle nostre parti rami di ulivo), cespugli per rinnovare i prati. Nei Monti Lepini questo rito è presente in occasione di feste come San Giuseppe, Pasqua, Ascensione. Ci sono i Faoni di Sermoneta a San Giuseppe, a Suso, Priverno, il venerdì santo si accende un grande fuoco davanti la chiesa di Santa Maria a Sezze, nella stessa notte a Roccagorga si celebrano i “focaracci”, la sera dell’Ascensione a Bassiano i “faune“. Con l’arrivo dei veneti in pianura pontina si è aggiunta la tradizione di bruciare la “vecia” la notte dell’Epifania una tradizione ormai integrata nella cultura lepino-pontina  che testimonia la
ricchezza antropologica e culturale del nostro territorio.

“E anche ar mi marito” Canusìa primo video

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podere di E anche ar mi marito
podere di E anche ar mi marito il primo video dei Canusìa
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“La ciociara” scena del film girata in via Dormigliosa tra Doganella di Ninfa e Sermoneta (LT), nelle vicinanze dell’aeroporto Comani di Latina
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“La ciociara!” scena girata sulla ferrovia Roma-Napoli all’altezza della stazione di Latina Scalo

video

In questo articolo vogliamo raccontare com’è nato “E anche ar mi marito” primo video dei Canusìa. Abbiamo registrato questa canzone nel 2008 ed è l’unica canzone che non appartiene al repertorio laziale dei Canusìa. Il brano è una rielaborazione di un canto toscano riproposto da Giovanna Marini e da Pino Masi del Canzoniere Pisano, il testo è una serie di vere e proprie imprecazioni che una donna fa contro il governo per aver fatto partire il marito per la guerra, e dai personaggi storici citati si intuisce che si tratta della prima guerra mondiale. Per l’escuzione di questa canzone ci siamo avvalsi dell’aiuto di Carmine Pongelli di Priverno (LT) che ha curato le coinvolgenti percussioni. Il soggetto e la sceneggiatura del video sono stati scritti da Luca Albanese che ha curato anche la regia e il montaggio, la fotografia è stata curata da Alfredo Alinari. La scelta delle location è stata motivata dalla volontà di valorizzare e proporre i tipici elementi del paesaggio pontino: il podere, la pianura, i canali. Alcuni luoghi del video sono gli stessi utilizzati come location nel celebre film “La ciociara” di Vittorio De Sica. Siamo partiti dallo spunto del film per creare le scene e l’ambientazione del video. In questo ci è venuto in aiuto un nostro caro amico Paolo Bortoletto che ci ha indicato un podere del periodo della bonifica pontina che ha mantenuto l’aspetto originario. Il podere è abitato da Agnese, una signora simpaticissima di origini venete.
Altre scene sono state girate nella campagna nei pressi di Doganella di Ninfa, location della scena dell’aereo tedesco che vola basso e uccide un uomo in bicicletta nel film la “Ciociara”. Nelle vicinanze è stata girata la scena della discesa dal treno di Cesira e Rosetta.

Il video si trova sul nostro canale youtube

Mauro D’Addia – voci e chitarra
Anna Maria Giorgi – voci, precussioni
Carmine Pongelli – percussioni

‘E ANCHE AL MI MARITO’
Testo e musica: Giovanna Marini
Ed. Musicali Ala Bianca/Bella Ciao

Il brano fa parte della collana de ‘ I Dischi del Sole’ ed era pubblicato nell’album ‘O GORIZIA TU SEI MALEDETTA’ e ripreso su altro album ‘LE CANZONI DELLA GRANDE PAURA’

 

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The song is about a woman who loses her husband during the First World War and was written by the italian folk-singer Giovanna Marini. The video was shot in the countryside around Latina e Sermoneta, more precisely in Borgo Santa Maria and Doganella di Ninfa.(places of central Italy)
The choice of location was motivated by the desire to develop and offer the typical elements of the landscape pontine: the farm, the plain channels. Some parts of the video are the same as the location in the famous movie “Two Women” by Vittorio De Sica.For this project the Canusìa has been helped by Luca Albanese (director), Alfredo Alinari (photography) and Paul Bortoletto which goes a special thanks for their help in the choice of location.

‘E anche ar mi marito’
Words and music: Giovanna Marini
Ed Music Ala Bianca / Bella Ciao

The song is part of the series of ‘I dischi del Sole’ and was published in the album ‘O GORIZIA TU SEI MALEDETTA’ and resumed on another album ‘LE CANZONI DELLA GRANDE PAURA’

Mauro D’Addia – vocal, guitar
Anna Maria Giorgi – vocal percussions
Carmine Pongelli – percussions

download E anche ar mi marito

Continua il nostro Viaggio Folkturistico a Maenza

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Viaggio Folkturistico alla scoperta del Lazio - Maenza
Viaggio Folkturistico alla scoperta del Lazio – Maenza

Maenza

Continua il nostro Viaggio Folkturistico alla scoperta del Lazio e facciamo tappa a Maenza, paese incantevole dei Monti Lepini che si affaccia sulla Valle dell’Amaseno. E’ stato uno dei tanti centri del territorio nati tra X e XII secolo risultato del fenomeno cosiddetto dell’incastellamento ovvero una progressiva edificazione di abitati posti su alture, considerate più sicure. La scelta del luogo è strategica infatti dalla rocca era possibile controllare lo sbocco della Valle dell’Amaseno verso la pianura pontina e Terracina, e lo sbocco della valle di Carpineto importante via legata alla transumanza. Uno dei monumenti che spicca maggiormente e il castello baronale, probabilmente edificato intorno X-XI sec, fu oggetto di interesse nei secoli (per l’evidente posizione) strategica di potenti famiglie feudali. Conti di Ceccano,Annibaldi, Caetani, Borgia, Aldobrandini, Doria Pamphili, Borghese. Nel castello di Maenza soggiornò San Tommaso D’Aquino nel 1274, poco prima di morire all’abbazia di Fossanova. Nelle vicinanze del castello si trova la chiesa di Santa Maria Assunta fatta restaurare da Leone XIII, esponente della famiglia Pecci di Carpineto. Dalla Loggia dei Mercanti si può godere della bellissima veduta della Valle dell’Amaseno. Clicca sull’immagine a sinistra per visualizzare l’abum di foto Viaggio Folktutistico a Maenza

Viaggio Folkturistico alla scoperta del Lazio

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viaggiofolktur

Da luglio 2013 sulla nostra pagina Facebook abbiamo attivato una rubrica dove illustriamo, con tanto di reportage fotografico, luoghi nascosti e incantevoli del Lazio. Con il sottotitolo dell’album “Luoghi incantati di una regione italiana ultimamente poco valorizzata” intendiamo esprimere il nostro disappunto sullo stato di incuria e abbandono in cui versano tanti bellissimi monumenti della regione. Il Lazio come ha scritto Tullio De Mauro è un “mostrum” un relitto dello Stato Pontificio, una corona di regioni intorno Roma che con le sue succesioni papali determinava il destino sociale e culturale (talvolta anche linguistico) delle popolazioni locali. Per interesse e per la distanza noi trattiamo, in particolar modo, il territorio di quella, che prima del 1870, era la cosidetta “Campagna di Roma” ovvero la regione a sud di Roma tra la riva sinistra del Tevere e Terracina, e tra i Monti Simbruini e il mare.  Era la sopravvivenza del Latium Vetus il cuore di quella cultura latina che, insieme a quella greca, si irradierà in tutto il mondo occidentale. Tracce di questa antichissima storia si vedono ovunque in luoghi e angoli nascosti spesso da brutture moderne. Una regione divisa tra mare, alte montagne, pesanti bianchi “blocchi” calcarei come i lepini, e scura polvere vulcanica cosparsa dal Vulcano Laziale a formare una campagna collinare che digrada dolcemente  verso lagune e impenetrabili foreste. Potete trovare nell’album “Viaggio Folkturistico alla scoperta del Lazio” alcune foto di luoghi come, ad esempio, gli Archi di San Lidano nella campagna di Sezze, un curioso manufatto che, abbiamo sperato, non vedesse Giacobbo il quale lo avrebbe portato a tesi delle origini inca di Sezze. Abbiamo pubblicato foto di Norba la città rocciosa, una delle colonie latine della Roma repubblicana. Tuffatevi quindi nella visione di queste bellezze, le foto sono rigorosamente fatte da noi, con nostre descrizioni e didascalie evitando uno sterile copia e incolla da internet.