News

I Canusìa pubblicano la canzone “La Rusina ‘n miezzo al ballo”

Posted on Updated on

Il 10 luglio 2019 i Canusìa pubblicano la canzone “La Rusina ‘n miezzo al ballo” rielaborazione dell’omonimo brano raccolto nel 1976 da Graziella Di Prospero ad Anagni. Canzone narrativa presente in più versioni e in varie parti d’Italia tra cui Sperlonga (LT). La canzone narra la leggenda di una ragazza rapita dai pirati che viene liberata al pagamento del riscatto del suo amore. La famiglia si rifiuta di pagare e così per festeggiare la sua liberazione la Rusina balla noncurante della morte dei suoi familiari e smetterà di ballare solo alla morte del suo amore. Nella nostra produzione degli ultimi 10 anni abbiamo cercato di aderire il più possibile allo stile della musica laziale, in questo brano ci siamo concessi qualche libertà negli arrangiamenti con diverse atmosfere. Special guest nel brano Valentina Ferraiuolo con il suo meraviglioso tamburello, promotrice del progetto Tamburo Rosso. La nuova canzone di Canusìa viene pubblicata su Youtube e sarà presto disponibile in tutti i negozi digitali.

Inoltre hanno suonato in questo brano:
Anna Maria Giorgi: voce, cimbaletto, flauto dolce
Mauro D’Addia: chitarra acustica
Marco Matarese: fisarmonica
Ambrogio Feudi: grancassa, darbuka egiziana, darbuka turca

chitarra, voce, fisarmonica registrati presso ZDB Studio, Sermoneta (LT)
grancassa, darbuka egiziana, darbuka turca registrati tramite studio mobile Saturnalia

Missaggio e mastering Francesco Grammatico presso Jungle Music Factory, Tivoli (RM)

un ringraziamento speciale ad Alfredo Alinari per la foto di copertina. Potete contattare i Canusìa oltre che attraverso questo sito, sulla pagina facebook ufficiale e sul profilo twitter.
#canusìa #musicapopolare #lazio #folk #grazielladiprospero #anagni #sperlonga #italianfolk #italianmusic #folkmusic #memoria #radici #italy #italia #tradizioni

Quando nasce un “Fiore di Cardo”

Posted on Updated on

Quando nasce un “Fiore di Cardo”

Quando nasce un “Fiore di Cardo” è la versione video  di una ricerca di canti e tradizioni dei monti Lepini  (catena montuosa del Lazio in provincia di Latina) durata quasi 10 anni. Immagini di vita, canti, risa, pianti, tutto questo non poteva rimanere in un cassetto a usurarsi. Emozioni che andavano raccontate, un mondo che non poteva sparire nel vento polveroso del tempo. Un video e un disco per salvare almeno alcuni frammenti di questo immenso patrimonio culturale. Nasce così Fiore di Cardo nel 2015 e nel 2017 il video Quando nasce un “Fiore di Cardo” con le riprese fatte senza pretese con un handycam dv, sequenze già sbiadite dall’usura del nastro magnetico. Filmati PAL in 4/3 che sanno di antico e stanno come le pellicole rigate con peli e pelucchi del proiettore.  Il periodo va dal 2007 al 2015 le riprese e il montaggio è stato effettuato da Mauro D’Addia, le interviste da Anna Maria Giorgi e Mauro D’Addia. Con grande piacere citiamo Alfredo Alinari per le foto che appaiono nel video e Luigi Renzi per la foto della miniatura. Vi auguriamo buona visione

“La canzone popolare viaggia con il destino di chi fugge, ritorna e si sedimenta in un area, trasformandosi in altre lingue e dialetti. Spesso non ne conosciamo l’autore ma ne comprendiamo l’emozione che l’ha creata.”
Canusìa

note

Questo video è stato realizzato dai Canusìa, gruppo di musica popolare del Lazio. Contiene alcuni frammenti della ricerca sulle tradizioni e canti dei monti Lepini (provincia di Latina) che hanno ispirato la produzione nel 2015  del disco Fiore di Cardo.
La qualità delle immagini non è altissima, ciò dipende dal fatto che questi video erano destinati ad un archivio per semplice consultazione. Per informazioni sui Canusìa e su Fiore di Cardo potete consultare il sito ufficiale del gruppo   www.canusia.it

“Voci dalla Lepinia” spettacolo di suoni, immagini e parole a cura dei Canusìa

Posted on Updated on

copertina_facebook_vdlepinia

Lo spettacolo “Voci dalla Lepinia” ideato dai Canusìa, gruppo di musica popolare del Lazio, è un viaggio attraverso suoni, immagini e parole nella bellezza e nell’asprezza dei monti Lepini, catena montuosa della provincia di Latina. Lepinia è un termine coniato dal giornalista Lidano Grassucci, è un’entità utopica che racchiude le  culture lepine in un unico luogo ideale rivelando quel substrato antichissimo che ancora oggi costituisce il carattere fortemente ribelle e anarchico della popolazione.
Ribellione molto spesso nella storia è stata delle donne, braccianti, madri protettive di “mammocci ‘mpuniti”, vere e proprie matriarche vessillifere di processioni e rivolte.
Le donne sono quindi le voci di questa terra: Graziella Di Prospero che fu chiamata appunto la “voce del Lazio” con la sua vastissima ricerca di canti pubblicata nelle bellissime raccolte della Fonit Cetra; le Donne di Giulianello le voci del canto della Passione e di tanti canti campestri e di lavoro; Anna Maria Giorgi la voce dei Canusìa giovane protagonista di una recente proposta di canti raccolti tra il 2007 e il 2015 con l’album Fiore di Cardo.
La voce narrante di poesie e di racconti sarà di un attore anch’egli “mammoccio” lepino Emanuele Accapezzato.
I canti saranno alternati e sovrapposti dalle bellissime fotografie di Alfredo Alinari, immagini del multiforme e contrastato paesaggio lepino-pontino.
Lo spettacolo si terrà giovedì 22 dicembre alla 21:30 nel Circolo H a Latina Piazza Aldo Moro N.36.
Per maggiori informazioni sull’evento

Cantiamo le Donne. Storie e Cantastorie a Priverno

Posted on Updated on

Cantiamo le Donne. Storie e Cantastorie a PrivernoSabato 5 marzo in occasione del Marzo dedicato alle donne, in collaborazione con l’Associazione Femineus di Priverno, I Canusìa con le loro canzoni accompagneremo storie e racconti di donne di Priverno. Le donne sono sempre protagoniste nelle canzoni dei Canusìa: La Cecilia, La Rosina in Mamma mamma damme cento lire, le braccianti lepine che cantavano Stornelli anticlericali del ’48, La canzone di Lucietta, la vendetta per le molestite subite nella leggenda del frate cercatore e tante altre. Storie di ribellione che hanno contribuito al progresso culturale del territorio lepino. “Cantiamo le Donne storie e cantastorie”. Storie che sono contenute nell’album “Fiore di Cardo” che i Canusìa presenteranno in occasione della serata. A raccontare queste storie ci saranno le splendire Donne del Laboratorio Teatrale del Centro Anziani, coordinate da Anna Di Giorgio ed Emanuela Caradonna. Nella forma del teatro popolare rappresenteranno le storie di concittadine del passato, che nel periodo della seconda guerra del secolo scorso, hanno messo a repentaglio le loro vite e il loro onore pur di salvare le loro famiglie e tanti concittadini. Donne simbolo di solidarietà e senso civico quando la povertà e la sofferenza caratterizzava la quotidianità del paese di Priverno. L’evento si terrà presso i Portici Comunali Piazza Giovanni XXIII a Priverno inizio ore 21.00. Vi aspettiamo!

Canusìa Stornelli anticlericali del ’48 videoclip ufficiale

Posted on Updated on

Canusìa – Stornelli anticlericali del ’48 (videoclip ufficiale)
Pubblicato il 16 ott 2013

Anna Maria Giorgi : voce

Mauro D’Addia : chitarra
Alessandro Pieravanti (Il Muro del Canto) : grancassa, rullante, percussioni

La canzone è una rivisitazione del brano omonimo raccolto da Graziella Di Prospero e Giorgio Pedrazzi (importanti ricercatori molto attivi nel Lazio durante gli anni ’70) e pubblicato in “AEIOU, alla scola ‘n ci voglio i’ più”, album di canzoni popolari cantate dalla stessa Di Prospero ed edito dalla Fonit Cetra (lpp307). Nella registrazione del brano le percussioni sono state curate da Alessandro Pieravanti membro del noto gruppo folk-rock romano “Il Muro del Canto”. Della stessa band fa parte anche Giancarlo Barbati che, allo Snakes Studio di Roma, ha curato la registrazione, il missaggio e la masterizzazione del brano.
Il video è stato girato tra Sermoneta, il centro storico di Priverno e Ceriara di Sezze, luoghi molto significativi per questo progetto. In particolare la strada chiamata “Stoccacoglio” è stata teatro negli anni ’50 dei così detti “scioperi a rovescio”, eventi molto importanti della storia sociale e politica del territorio lepino e pontino. Il video infatti trae liberamente ispirazione da questi fatti mettendo in scena alcuni episodi della costruzione della strada, lo scopo principale degli scioperi.
Il video è stato realizzato in collaborazione con PAS (Francesca Federico, Alessio Granato e Biagio Santaniello http://vimeo.com/pasfilmproductions/v… ) che ha curato la regia e le riprese, e con Luca Albanese autore della sceneggiatura (che insieme a Mauro D’Addia e Anna Maria Giorgi, ha ideato il soggetto del video). Un ringraziamento sentito va agli attori che hanno aderito entusiasticamente al progetto, in ordine di apparizione sono:
Emanuele Accapezzato, Jolly Roger, Luca Albanese, Anna Maria Giorgi, Stefano Ceccato, Fabio Serrecchia, Luigi Tasciotti, Mauro D’Addia, Gianni Giugliano, Enrico Nilo, Paolo Trono, Claudia Di Maggio, Mario Di Maggio, Gaetano Orizzonte, Carmen Piccirilli, Paolo Bortoletto.
Grazie anche al sindaco del comune di Priverno Angelo Delogu, Maria Alessandra Montesi, Candida Bonato, Marco Caiola e Sara Schiavone del Circolo Arci Sottoscala9 di Latina il locale che ha ospitato il 16 ottobre 2013 la presentazione ufficiale del videoclip.

Canusìa a LI UCCI festival di Cutrofiano

Posted on

 

ARMONAUTI, CANUSÌA E TRAMAS
SONO I VINCITORI DELL’UCCIFOLKONTEST

Armonauti, Canusìa e Tramas sono i gruppi vincitori dell’Uccifolkontest! Gli Armonauti suoneranno al #nuovoMEI2015.
Il concorso, organizzato nell’ambito de Li Ucci Festival in collaborazione con Mei – Meeting degli Indipendenti e Scuola di musica popolare di Forlimpopoli, consentirà alle band di esibirsi sul palco dei tre importanti festival

ucci_folk_festival

Armonauti, Canusìa e Tramas sono i vincitori della prima edizione di UcciFolkontest, dedicato a esperienze italiane che si muovono nel folk e nella world music, organizzato nell’ambito de Li Ucci Festival in collaborazione con Mei – Meeting degli indipendenti di Faenza e Scuola di musica popolare di Forlimpopoli.

Dal 13 al 19 settembre tornerà a Cutrofiano, in provincia di Lecce, per la quinta edizione, il festival organizzato dall’associazione culturale Sud Ethnic con la direzione artistica di Antonio Melegari. Una settimana di convegni, workshop, mostre, estemporanee di pittura, presentazioni di libri, bike tour e concerti per ricordare i cantori dello storico gruppo salentino, custode delle tradizioni popolari degli “stornelli”, dei canti d’amore e di lavoro, spesso improvvisati al ritmo del tamburello.

La giuria composta da Marco Bartolini (Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli), Antonio Melegari (Direttore Artistico Li ucci festival), Giordano Sangiorgi (organizzatore Mei), Luigi Chiriatti (ricercatore e direttore artistico La Notte della Taranta), Pierpaolo Lala (giornalista e addetto stampa) e Domenico Sistilli (promoter musicale) ha scelto tra le 25 band iscritte e provenienti da Lecce, Bologna, Pavia, Bergamo, Cagliari, Napoli, Padova, Roma, Cesena, Bari, Palermo, Torino, Latina, La Spezia, Udine, Forlì-Cesena, Ravenna, Pordenone.

Gli Armonauti, progetto nato tra Bologna e Pordenone, è un trio che lavora sull’armonica a bocca non solo come “l’organetto a bocca” solista, ma creando una vera e propria “orchestrina” dove il basso, il solista, l’accompagnamento e talvolta anche le percussioni sono tutte eseguite da questo strumento. Seconda classificata la band laziale dei Canusìa, una formazione che lavora nel rispetto della tradizione ma grazie all’utilizzo della tecnologia come loop station, effetti riesce a dare un “sapore” originale ai propri brani. Vocalmente molto interessante, rispettosi della tradizione e delle linee melodiche di grandi artisti come Lucilla Galeazzi o Gabriella Ferri, ma anche con quel tocco di innovazione che non disturba, anzi fa da collante tra vecchio e nuovo. Questi due gruppi si esibiranno a Li Ucci Festival mentre per gli Armonauti ci sarà l’occasione di suonare anche al Mei di Faenza (dal 1 al 4 ottobre).

Il Premio Speciale Scuola di musica popolare di Forlimpopoli va al gruppo sardo Tramas che dimostra di aver saputo coniugare la innegabile tecnica di musicisti alla passione per la propria terra fondendo il tutto in un progetto musicale che richiama le radici proponendo, al tempo stesso, vie nuove ed originali per musica acustica italiana. La band si esibirà nel corso della ventunesima edizione del Festival di Musica Popolare di Forlimpopoli (23 – 27/29 agosto).

Tra i brani inediti la giuria ha premiato Mattia Ringozzi (miglior testo) e Folkestra (miglior arrangiamento) e ha voluto assegnare una menzione speciale ai giovanissimi Echì Ssemà.

Fiore di Cardo al Nuovo Cinema Palazzo la storia, le immagini

Posted on Updated on

Alcuni scatti di Cristina Aruffo del concerto di presentazione dell’album Fiore di Cardo al Nuovo Cinema Palazzo di Roma che raccontano una serata per i Canusìa molto particolare. Il concerto è stato impreziosito dalla presenza di ospiti speciali, che rappresentano con i loro progetti uno spaccato importante della musica italiana che viene dal “basso”. Daniele Coccia voce bellissima de “il Muro del Canto” ha cantato con Anna Maria Giorgi “Se tu ti fai monaca” una canzone della tradizione laziale edita dal leggendario gruppo “il Canzoniere del Lazio”. Si è cimentato brillantemente con il dialetto di Sezze in  “Stornelli setini di malavita”, serie di stornelli a sfida raccolti a Sezze dai Canusìa, nella versione della “La povera Cecilia” raccolta da Graziella Di Prospero e in “Stornelli anticlericali del ’48“. Alessandro Pieravanti percussionista de “il Muro del Canto” ha regalato alla serata uno dei suoi racconti più belli e amaramente ironici “Vivere alla grande”. Ha poi suonato magistralmente la grancassa e rullante in “Mamma mamma damme cento lire” e “Stornelli anticlericali del ’48”, brani in cui ha partecipato anche nella registrazione sul disco. La precisione e il cuore del violino di Andrea Ruggiero (grande musicista e compositore, ideatore del gruppo “Operaja Criminale” e recentemente della “Pasquale Ametrano Cinematic Orchestra“) hanno imperleato “Stornelli setini di malavita”, “Ciccirinnella”, “Mamma damme cento lire” e “La Cecilia“. L’allegria dell’organetto di Daniele Fusacchia dei Malancia che ha improvvisato una serie di stornelli setini e insieme a Luisa Pellegrini ha suonato nel finale in “Tutti c’hanno quarche cosa”. La cornice del Nuovo Cinema Palazzo e lo staff hanno reso la serata magica con la fonia e le bellissime luci teatrali. I Canusìa avevano partecipato in una delle lotte più importanti dello spazio autogestito nell’iniziativa CASI NO contro la “riconversione” del locale in un casinò.

Posted by Canusìa on Martedì 8 dicembre 2015

Canusìa presenta Fiore di Cardo al Nuovo Cinema Palazzo di Roma

Posted on Updated on

fiore_di_cardoIl cardo, una pianta spinosa che cresce tra i sassi, in luoghi aspri e aridi.  Buona da mangiare ma dal sapore amaro, eppure ha un fiore bellissimo, violaceo. Bello e amaro come le storie di un territorio pieno di contrasti come i monti Lepini. “Fiore di Cardo” è il nome che i Canusìa hanno scelto per il loro primo lavoro discografico uscito lo scorso 12 settembre e presentato ufficialmente per la festa del crowdfounding (che ha reso possibile l’ultimazione del disco) con Musicraiser presso l‘Osteria Fargiani di Sezze. L’uscita è stata anticipata dal videoclip “Mamma mamma damme cento lire” pubblicata su youtube la scorsa primavera. Il 5 dicembre il disco, una raccolta di canti popolari dei monti Lepini, approda nella capitale e sarà presentato nel Nuovo Cinema Palazzo, locale simbolo della riconquista degli spazi culturali a Roma con l’iniziativa CASI NO. Gli ospiti della serata saranno Giulia Anania. Cantautrice romana, ha scritto canzoni per vari artisti tra cui Emma Marrone, Annalisa con la casa discografica Warner Chappel ed è l’ideatrice di “Bella Gabriella” uno spettacolo suggestivo sulle canzoni di Gabriella Ferri. Alessandro Pieravanti percussionista de “il Muro del Canto” gruppo folk-rock romano e autore di “500 e altre storie” una raccolta di racconti. Andrea Ruggiero violinista fondatore del gruppo Operaja Criminale, ha collaborato con vari artisti italiani tra cui Riccardo Sinigallia, Marina Rei, Giorgio Canali, Niccolò Fabi, Nada. Daniele Coccia cantante de “il Muro del Canto” e dei Montelupo con i quali ha inciso il Canzoniere Anarchico. Daniele Fusacchia organettista del gruppo Malancia di Roma.

Storia di Fiore di Cardo

L’album è il frutto di un lavoro durato circa 7 anni alla ricerca di canti e testimonianze di vita passata nei paesi dei Monti Lepini, territorio di provenienza dei Canusìa. Il repertorio raccolto durante le interviste comprende brani vocali spesso frammentati sui quali i Canusìa hanno operato una rielaborazione per renderli fruibili ad un ascolto attuale. La scelta è ricaduta su un’antologia di 11 brani, tre dei quali sono un’elaborazione dell’opera di raccolta ed edizione di Graziella Di Prospero (importante cantante e ricercatrice di musica popolare del Lazio attiva negli anni ’70) e 8 brani sono stati raccolti e rielaborati dai Canusìa nei Monti Lepini tra il 2007 e il 2014. Le canzoni rievocano un mondo passato e tradizionale i cui aspetti di vita sono ancora attuali. Ritroviamo nei canti di lavoro delle braccianti lepine il lamento della fatica e dello sfruttamento che vivono oggi le comunità straniere. La subalternità della donna ma allo stesso tempo la ribellione di cui si sono rese protagoniste le donne contadine di Sezze. La forte opposizione anticlericale lepina, l’altra faccia di un sentimento religioso vivo e popolare legato ai cicli stagionali. Le canzoni di emigrazione, che attraverso le storie e i drammi dei viaggi di inizio novecento, ci fanno capire il sentimento di speranza e di ricerca delle felicità dei migranti di oggi. E poi filastrocche, stornelli di malavita e storie cantate.In alcune canzoni del disco sono presenti collaborazioni con alcuni musicisti storici e attuali della scena folk italiana e non solo: le ciaramelle di Gianni Perilli, noto musicista che ha collaborato con Eugenio Bennato, Tullio De Piscopo, Pino Daniele, Ennio Morricone, Peppe Barra e tanti altri, il violino di Andrea Ruggiero del gruppo Operaja Criminale che ha collaborato con numerosi artisti italiani (Riccardo Sinigallia, Marina Rei, Giorgio Canali), Alessandro Pieravanti (percussioni) del gruppo romano Il Muro del Canto, Desirèe Infascelli (fisarmonica) della Banda Jorona, Rosario Liberti (tuba) del Circo Diatonico e Orchestrina Biancosarti, Armando Cacciotti (organetto, zampogna) della Compagnia Popularia, Silvino D’Amico (fisarmonica), Guglielmo Nodari (fisarmonica, percussioni). Le registrazioni sono state effettuate a Roma dal mese giugno 2014 a giugno 2015 presso lo Snakes Studio e presso il Consorzio ZDB di Sermoneta, il missaggio e il mastering è stato curato da Paolo Panella presso Altipiani Studios di Roma.

Ascolta su Spotify

Mamma mamma damme cento lire videoclip ufficiale

Stornelli anticlericali del ’48 videoclip ufficiale

www.canusia.it

https://www.facebook.com/canusia2006

“Fiore di Cardo” su facebook

Posted on Updated on

FIORE DI CARDO musica e canti popolari del Lazio, primo album dei Canusìa. Undici brani contenenti tre rielaborazione di…

Posted by Canusìa on Martedì 6 ottobre 2015

E’ uscito “Fiore di cardo” il primo disco dei Canusìa

Posted on

fiore_di_cardo

Nell’incantevole cornice della storica Osteria Fargiani a Sezze in provincia di Latina i Canusìa hanno presentato sabato 12 settembre il loro primo disco “Fiore di Cardo”. L’uscita del disco è stata anticipata dal videoclip “Mamma mamma damme cento lire” pubblicata su youtube la scorsa primavera. Un lavoro durato circa 7 anni alla ricerca di canti e testimonianze di vita passata nei paesi dei Monti Lepini, territorio di provenienza dei Canusìa. La gestazione del disco è stata molto lunga e ci sono state molte scelte cambiate in corsa per definire le caratteristiche sonore e gli arrangiamenti dei brani. La definizione artistica ha dovuto seguire sentieri obbligati dettati dal genere musicale popolare dei canti, condizione questa che ha imposto una maggiore attenzione per rispettare le fonti orali. Il repertorio raccolto comprende brani vocali spesso frammentati sui quali i Canusìa hanno operato una rielaborazione per renderli fruibili ad un ascolto attuale.

La scelta è ricaduta su un’antologia di 11 brani, tre dei quali sono un’elaborazione dell’opera di raccolta ed edizione di Graziella Di Prospero (importante cantante e ricercatrice di musica popolare del Lazio attiva negli anni ’70) e 8 brani sono stati raccolti e rielaborati dai Canusìa nei Monti Lepini tra il 2007 e il 2014.

In alcune canzoni del disco sono presenti collaborazioni con alcuni musicisti storici e attuali della scena folk italiana e non solo: le ciaramelle di Gianni Perilli, noto musicista che ha collaborato con Eugenio Bennato, Tullio De Piscopo, Pino Daniele, Ennio Morricone, Peppe Barra e tanti altri, il violino di Andrea Ruggiero del gruppo Operaja Criminale che ha collaborato con numerosi artisti italiani (Riccardo Sinigallia, Marina Rei, Giorgio Canali), Alessandro Pieravanti (percussioni) del gruppo romano Il Muro del Canto, Desirèe Infascelli (fisarmonica) della Banda Jorona, Rosario Liberti (tuba) del Circo Diatonico e Orchestrina Biancosarti, Armando Cacciotti (organetto, zampogna) della Compagnia Popularia, Silvino D’Amico (fisarmonica), Guglielmo Nodari (fisarmonica, percussioni). Le registrazioni sono state effettuate a Roma dal mese giugno 2014 a giugno 2015 presso lo Snakes Studio e presso il Consorzio ZDB di Sermoneta, il missaggio e il mastering è stato curato da Paolo Panella presso Altipiani Studios di Roma.