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E’ uscito “Mamma mamma damme cento lire” l’ultimo videoclip dei Canusìa

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valigia_piediCi sono voluti tre giorni e mezzo di faticoso lavoro tra San Felice Circeo e Sermoneta e la frittata è stata fatta! L’ultimo videoclip dei Canusìa “Mamma mamma damme cento lire” ha visto finalmente la luce (del proiettore) nel cinema “Anna Magnani” di San Felice Circeo lo scorso 9 giugno. Mirabolante e a tratti spericolata la bicicletta della protagonista Federica Cristofari che dopo aver perso l’autobus della vita compie un viaggio onirico. Un uomo d’affari in monociclo, una fatina, una sposa che fugge con un prete, un morto che si risveglia e alla fine il terribile autista dell’autobus che getta la chiave della felicità, il destino beffardo che in realtà rappresenta quelle linee immaginarie disegnate con lucida cattiveria dall’uomo, che sono le frontiere. Il viaggio è una scelta sovversiva, che fa compiere una vera rivoluzione per chi viaggia (o emigra, quando si fugge da condizioni di vita difficili), si acquisiscono nuovi modi di vivere, nuovi odori, si parla una nuova lingua e nascono nuovi amori, senza dimenticare, tuttavia, le proprie origini. “Nessuno può fermare la ricerca della felicità”.

Il video a questo link

Mamma mamma damme cento lire
videoclip ufficiale
Canusìa – Musica popolare del Lazio
www.canusia.it
Con il patrocinio del Comune di San Felice Circeo – Assessorato alla Cultura e il patrocinio del Comune di Sermoneta
Soggetto: Anna Maria Giorgi, Mauro D’Addia, Luca Albanese
Sceneggiatura: Mauro D’Addia
Regia: Mauro D’Addia
Direttore della fotografia: Marco Zarotti
Macchinista/Elettricista: Mauro Larocca
make up e grooming: Valeria Rahimi
Attrezzature cinematografiche: Antares Film
con la partecipazione speciale di Clemente Pernarella

Attori in ordine di apparizione:
Ragazza in bicicletta: Federica Cristofari
Uomo 1 alla fermata: Giancarlo Pierro
Uomo 2 alla fermata: Daniele Panzarino
Uomo con ombrello:  Gianni  Ceccano
Uomo in monociclo: Marco Muraro
Fatina: Maria Alessandra Montesi
Sposo: Emanuele Accapezzato
Bambina: Giorgia Accapezzato
Sposa: Anna Maria Giorgi
Prete: Mauro D’Addia
Donna in bicicletta con libro:  Debora Caldon
Defunto: Gabriele Montellanico
Donna seduta al funerale: Elisa Malandruccolo
Donna che insegue il defunto: Debora Zingarello
Uomo vicino la bara: Gianmarco Ferrari
Donna vicino la bara: Giulia D’Atino
Passeggero 1: Stefano Ceccato
Passeggero 2: Fabio Serecchia
Passeggera 3: Francesca Febbi
Passeggera 4: Veronica Febbi
Controfigura autista: Marco Zarotti
Autista: Clemente Pernarella

Si ringraziano: Il comune di San Felice Circeo, Franco Domenichelli, Il comando di polizia municipale di San Felice Circeo, Ditta Ronci Trasporti di San Felice Circeo, Sergio Vitali,  Bar Centrale di San Felice Circeo, Il comune di Sermoneta, Barbara Palombo, Onoranze Funebri Tovalieri, Roberto Pompili, La sarta Giustina Cipolla.
Un ringraziamento speciale a Gianni Ceccano per i preziosi consigli e la collaborazione.

Mamma mamma damme cento lire
Rielaborazione e rivisitazione di un canto raccolto da Graziella Di Prospero a Sezze negli anni ’70 e edito alla Fonit Cetra nell’album A E I O U, Alla Scola ‘N Ci Voglio I’ Più (Cetra ‎– LPP 307)
Voce: Mauro D’Addia
Voce: Anna Maria Giorgi
Chitarra classica, chitarra acustica: Mauro D’Addia
Violino: Andrea Ruggiero
Grancassa, rullante e percussioni: Alessandro Pieravanti (Il Muro del Canto)
Fisarmonica: Desiree Infascelli
Basso Tuba: Rosario Liberti
Registrato presso Snakes Studio da Giancarlo Barbati e Guglielmo Nodari
Missato e masterizzato da Paolo Panella presso Altipiani Studios

Mamma mamma damme cento lire
official videoclip
Canusìa – Latium folk music (Italy)
www.canusia.it
With the support of the Municipality of San Felice Circeo (Italy) – Department of Culture and the support of the Municipality of Sermoneta (Italy)
Subject: Anna Maria Giorgi, Mauro D’Addia, Luca Albanese
Screenplay: Mauro D’Addia
Director: Mauro D’Addia
Director of photography: Marco Zarotti
Machinist / Electrician: Mauro Larocca
make up and grooming: Valeria Rahimi
Film equipment: Antares Film
special guest: Clemente Pernarella

Actors in order of appearance:
Girl on bike: Federica Cristofari
1 man at the bus stop: Giancarlo Pierro
2 man at the bus stop: Daniele Panzarino
Man with umbrella: Gianni Ceccano
Man unicycle: Marco Muraro
Fairy: Maria Alessandra Montesi
Spouse: Emanuele Accapezzato
the little child: Giorgia Accapezzato
Wife: Anna Maria Giorgi
Priest: Mauro D’Addia
Woman on a bicycle with the book: Debora Caldon
Deceased: Gabriele Montellanico
Woman sitting at the funeral: Elisa Malandruccolo
Woman chasing the deceased: Debora Zingarello
Man near the coffin: Gianmarco Ferrari
Woman near the coffin: Giulia D’Atino
Passenger 1: Stefano Ceccato
Passenger 2: Fabio Serecchia
Passenger  3: Francesca Febbi
Passenger  4: Veronica Febbi
Stunt driver: Marco Zarotti
Driver: Clemente Pernarella

Thanks to: The municipality of San Felice Circeo, Franco Domenichelli, the police headquarters in San Felice Circeo, Transportation Enterprises Ronci of San Felice Circeo, Sergio Vitali, Bar Centrale of San Felice Circeo, The municipality of Sermoneta, Barbara Palombo, burial serviceTovalieri, Roberto Pompili, The seamstress Giustina Onion.
Special thanks to Gianni Ceccano for the valuable advice and collaboration.

Mamma mamma damme cento lire
Remake and reinterpretation of a song collected by Graziella Di Prospero at Sezze in the 70s and published the Fonit Cetra album, AEIOU  alla scola ‘nci voglio i più (Cetra – LPP 307)
Voice: Mauro D’Addia
Voice: Anna Maria Giorgi
Classical guitar, acoustic guitar: Mauro D’Addia
Violin: Andrea Ruggiero
Bass drum, snare drum and percussion: Alessandro Pieravanti (The Wall of Song)
Accordion: Desiree Infascelli
Tuba: Rosario Liberti
Recorded at  Snakes Studio by Giancarlo Barbati and Guglielmo Nodari
Mixed and mastered by Paolo Panella at Altipiani Studios

Esce a San Felice Circeo il videoclip ufficiale della canzone Mamma mamma damme cento lire

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valigia_piediNel cinema di San Felice Circeo dedicato ad Anna Magnani i Canusìa presenteranno martedì 9 giugno alle 19.00 la loro ultima fatica: il videoclip ufficiale di “Mamma mamma damme cento lire” con il patrocinio del Comune di San Felice Circeo – Assessorato alla Cultura e anticipazione del disco di prossima uscita.Il videoclip è stato girato in angoli suggestivi dei territori di Sermoneta e San Felice Circeo tra colori e paesaggi diversi, confermando la straordinaria bellezza dei luoghi, perfetti per locations cinematografiche. Il video è un omaggio al viaggio e a chi compie un percorso di vita per ricercare la propria felicità, sovvertendo le convenzioni e abbattendo steccati culturali. La protagonista è del video Federica Cristofari giovane attrice di Priverno affiancata da attori alcuni dei quali si sono cimentati per la prima volta in questa esperienza. Il cast, inoltre, vede la partecipazione speciale di Emanuele Accapezzato e Clemente Pernarella importanti attori pontini noti, tra i vari lavori, per “Canale Mussolini” spettacolo teatrale tratto dall’omonimo libro di Antonio Pennacchi.

 Soggetto: Anna Maria Giorgi, Mauro D’Addia, Luca Albanese
Sceneggiatura: Mauro D’Addia
Regia: Mauro D’Addia
Montaggio: Giulio Conversi
Direttore della fotografia: Marco Zarotti
Macchinista/Elettricista: Mauro Larocca
make up e grooming: Valeria Rahimi
Attrezzature cinematografiche: Antares Film

Gli altri attori in ordine di apparizione sono:

Federica Cristofari,Giancarlo Pierro, Daniele Panzarino, Gianni Ceccano, Marco Muraro (Maestro della Magia), Maria Alessandra Montesi Emanuele Accapezzato,
Giorgia Accapezzato, Anna Maria Giorgi, Mauro D’Addia, Debora Caldon, Gabriele Montellanico, Elisa Malandruccolo, Debora Zingarello, Gianmarco Ferrari, Giulia D’Atino, Stefano Ceccato, Fabio Serrecchia, Francesca Febbi, Veronica Febbi, Marco Zarotti, Clemente Pernarella

Si ringraziano: Il comune di San Felice Circeo, Franco Domenichelli, Il comando di polizia municipale di San Felice Circeo, Ditta Ronci Trasporti di San Felice Circeo, Sergio Vitali, Bar Centrale di San Felice Circeo, Il comune di Sermoneta, Barbara Palombo, Onoranze Funebri Tovalieri, Roberto Pompili, La sarta Giustina Cipolla.
Un ringraziamento speciale a Gianni Ceccano per i preziosi consigli e la collaborazione.
I Canusìa sono:
Mauro D’Addia e Anna Maria Giorgi
www.canusia.it

Canusìa – Mamma mamma damme cento
rielaborazione e rivisitazione di un canto raccolto ed edito negli anni ’70 da Graziella Di Prospero, importante cantante e ricercatrice chiamata la “Voce del Lazio”.
Mauro D’Addia: voce, chitarra classica, chitarra acustica
Anna Maria Giorgi: voce
Andrea Ruggiero: violini
Alessandro Pieravanti (Il Muro del Canto): grancassa, rullante, percussioni
Desiree Infascelli: fisarmonica
Rosario Liberti: tuba

Registrato presso Snakes Studio da Giancarlo Barbati e Guglielmo Nodari
Missaggio e mastering: Paolo Panella presso Altipiani

Foco! Feste e riti nei Monti Lepini

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la festa dei faune a Bassiano nella sera dell'Ascensione
la festa dei faune a Bassiano nella sera dell’Ascensione

Con l’arrivo della primavera sui Monti Lepini è possibile assistere a riti e feste legate al passaggio stagionale.  Nell’oscurità delle ultime notti invernali si potrà vedere il bagliore di fuochi e falò. Le Ceneri iniziano un periodo particolarmente difficile dell’anno che noi nella comoda vita odierna abbiamo “apparentemente” rimosso, avendo a disposizione un’eccessiva disponibilità di cibo: abbiamo, infatti, le arance della Spagna, il prosciutto in offerta di “montagna” (che non si sa in realtà quale montagna), carne a volontà etc etc. Un tempo no, ci si doveva accontentare di quello che la stagione poteva offrire evocando gli spiriti benigni della terra.

L’uso di accendere fuochi in prossimità dell’equinozio di primavera è attestato in tante culture, bruciare significa rinnovare, si bruciano gli scarti di falegnameria, le potature (in molti casi dalle nostre parti rami di ulivo), cespugli per rinnovare i prati. Nei Monti Lepini questo rito è presente in occasione di feste come San Giuseppe, Pasqua, Ascensione. Ci sono i Faoni di Sermoneta a San Giuseppe, a Suso, Priverno, il venerdì santo si accende un grande fuoco davanti la chiesa di Santa Maria a Sezze, nella stessa notte a Roccagorga si celebrano i “focaracci”, la sera dell’Ascensione a Bassiano i “faune“. Con l’arrivo dei veneti in pianura pontina si è aggiunta la tradizione di bruciare la “vecia” la notte dell’Epifania una tradizione ormai integrata nella cultura lepino-pontina  che testimonia la
ricchezza antropologica e culturale del nostro territorio.

La cucina di Sezze e dei Monti Lepini

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Una delle nostre ricompense per il crowdfunding con Musicraiser è un pranzo con noi a Sezze. Un articolo sulla nostra cucina che spero troviate interessante per il vostro palato.

pastarelle di visciole
Le crostatine con marmellata di visciole di Sezze
Le pastarelle di mandorle di Sezze
Le pastarelle di mandorle di Sezze
Bonì Bonì Bonanno
Teccot’ì sasso di capodanno
Damme ‘na zippola e dammela bona
Puzzi fa na figlia signora !

La nostra musica nasce nelle asprezze e nella bellezza dei Monti Lepini e una vera e propria “bellezza” è sicuramente la cucina di questo territorio. E’ una cucina umile ma che ha tratto da questa povertà una ricca serie di piatti gustosi e fantasiosi. Le varie ricette e ingredienti cambiano in base all’ubicazione dei paesi, alcuni più interni e posti in altura come ad es. Bassiano hanno di più una vocazione pastorale (non a caso a Bassiano il prodotto tipico è il buonissimo prosciutto), altri come ad es. Sezze più rivolti alla pianura hanno una vocazione agricola. A Sezze si celebra l’apoteosi di questa cucina che potrebbe interessare molto anche i nostri amici vegetariani e vegani. Abbiamo detto cucina di origine contadina, l’agro di Sezze è una vasta e ubertosa pianura che fa parte dell’Agro Pontino ed ha un terreno adatto alla coltivazione di tanti tipi ortaggi oltre a disporre di una copiosa quantità di acqua. Un’altra fonte di approviggionamento alimentare è stata (oggi forse non più perlomeno come un tempo) la conca di Suso,  l’altopiano adiacente  a Sezze che forniva frutta in abbondanza e che veniva venduta nella Piazza delle Erbe a Sezze. Tutta questa ricchezza nella povertà (e aggiungo io nei sorprusi dei grandi proprietari terrieri) ha creato una deliziosa cucina che ha fatto dell’ottimizzazione delle risorse la sua forza (della serie ‘nzi jetta via niende).

Qualche esempio: la menestra de pano e fasogli e qui dobbiamo parlare di una altro prodotto maestro ovvero gli pano de Sezze. Un tempo il pane si faceva una volta a settimana e doveva quindi durare, si faceva lievitare la massa molto lentamente con la pasta madre che Sezze veniva chiamata gli criscolo. Quando il pane diventa raffermo si riciclava in vari modi ed ecco qui la menestra de pano e fasogli. Non pensate ad una semplice imbevuta dei fagioli sul pane, per realizzarla ci vuole una vera e propria arte soprattutto nel mettere le spezie come il rosmarino, l’aglio etc etc… La stesso principio del riutilizzo del pane può essere applicato ad un altro piatto ovvero la bazzoffia utilizzando, in questo caso, le verdure e legumi come la bieta, le fave, piselli e i carciofi. Ed ecco qui sua maestà il carciofo che viene celebrato con una sagra a primavera. Cucinato in tantissimi modi a Sezze: alla romana, fritte dorate, alla matticella (fatte sulla brace). Per non parlare poi dei dolci… sarebbe meglio non parlarne per non essere accusato di “induzione allo strappo delle diete”. Ma dobbiamo parlarne altrochè! La due sorelle principesse  dei dolci di Sezze sono le crostatine di visciole e le paste di mandorle sono entrambe accomunate dall’utilizzo dell’uovo in quanto il tuorlo viene utilizzato per le crostatine e l’albume viene usato per le paste di mandorle. Le visciole sono un frutto appartente al genere del ciliege e delle amarene ma sono nere e molto amare, ed era un tempo molto presente nei Monti Lepini. Ora provate ad immaginare una pasta frolla che rompendosi rivela un cuore rosso dolce che contrasta con l’amaro della marmellata nero-violacea e densa delle visciole. E poi i biscotti, le ciammelle al vino, le ciammella d’acqua, la caciata, le zippole (frittelle tipica di Natale e Capodanno), la pagnottella de gli Saluatore. Un tempo questi questi prodotti si potevamo mangiare in particolari momenti dell’anno e in coincidenza con le feste religiose, anche oggi comunque si rispetta nonostante tutto, la stagionalità soprattutto (e non potrebbe essere altrimenti) con le verdure, i carciofi i broccoletti… ah i broccoletti anzi i brucculecchi… un altro ricco capitolo della cucina di Sezze. Beh non dovete far altro che venire a Sezze!

Le foto dei dolci di Sezze sono state gentilmente concesse da Dolci Tentazioni di Sezze

La foto dell’agro di Sezze è gentilmente concessa da Vittorio Del Duca

Potete approfondire la conoscenza delle specie delle verdure con il sito dell’Azienda agricola di Vittorio Del Duca

e con Ti racconto una ricetta   sito di ricette dove potete scaricare gratuitamente un ebook sulle ricette di Sezze

“E anche ar mi marito” Canusìa primo video

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podere di E anche ar mi marito
podere di E anche ar mi marito il primo video dei Canusìa
ciociara
“La ciociara” scena del film girata in via Dormigliosa tra Doganella di Ninfa e Sermoneta (LT), nelle vicinanze dell’aeroporto Comani di Latina
ciociara2
“La ciociara!” scena girata sulla ferrovia Roma-Napoli all’altezza della stazione di Latina Scalo

video

In questo articolo vogliamo raccontare com’è nato “E anche ar mi marito” primo video dei Canusìa. Abbiamo registrato questa canzone nel 2008 ed è l’unica canzone che non appartiene al repertorio laziale dei Canusìa. Il brano è una rielaborazione di un canto toscano riproposto da Giovanna Marini e da Pino Masi del Canzoniere Pisano, il testo è una serie di vere e proprie imprecazioni che una donna fa contro il governo per aver fatto partire il marito per la guerra, e dai personaggi storici citati si intuisce che si tratta della prima guerra mondiale. Per l’escuzione di questa canzone ci siamo avvalsi dell’aiuto di Carmine Pongelli di Priverno (LT) che ha curato le coinvolgenti percussioni. Il soggetto e la sceneggiatura del video sono stati scritti da Luca Albanese che ha curato anche la regia e il montaggio, la fotografia è stata curata da Alfredo Alinari. La scelta delle location è stata motivata dalla volontà di valorizzare e proporre i tipici elementi del paesaggio pontino: il podere, la pianura, i canali. Alcuni luoghi del video sono gli stessi utilizzati come location nel celebre film “La ciociara” di Vittorio De Sica. Siamo partiti dallo spunto del film per creare le scene e l’ambientazione del video. In questo ci è venuto in aiuto un nostro caro amico Paolo Bortoletto che ci ha indicato un podere del periodo della bonifica pontina che ha mantenuto l’aspetto originario. Il podere è abitato da Agnese, una signora simpaticissima di origini venete.
Altre scene sono state girate nella campagna nei pressi di Doganella di Ninfa, location della scena dell’aereo tedesco che vola basso e uccide un uomo in bicicletta nel film la “Ciociara”. Nelle vicinanze è stata girata la scena della discesa dal treno di Cesira e Rosetta.

Il video si trova sul nostro canale youtube

Mauro D’Addia – voci e chitarra
Anna Maria Giorgi – voci, precussioni
Carmine Pongelli – percussioni

‘E ANCHE AL MI MARITO’
Testo e musica: Giovanna Marini
Ed. Musicali Ala Bianca/Bella Ciao

Il brano fa parte della collana de ‘ I Dischi del Sole’ ed era pubblicato nell’album ‘O GORIZIA TU SEI MALEDETTA’ e ripreso su altro album ‘LE CANZONI DELLA GRANDE PAURA’

 

British_flag

The song is about a woman who loses her husband during the First World War and was written by the italian folk-singer Giovanna Marini. The video was shot in the countryside around Latina e Sermoneta, more precisely in Borgo Santa Maria and Doganella di Ninfa.(places of central Italy)
The choice of location was motivated by the desire to develop and offer the typical elements of the landscape pontine: the farm, the plain channels. Some parts of the video are the same as the location in the famous movie “Two Women” by Vittorio De Sica.For this project the Canusìa has been helped by Luca Albanese (director), Alfredo Alinari (photography) and Paul Bortoletto which goes a special thanks for their help in the choice of location.

‘E anche ar mi marito’
Words and music: Giovanna Marini
Ed Music Ala Bianca / Bella Ciao

The song is part of the series of ‘I dischi del Sole’ and was published in the album ‘O GORIZIA TU SEI MALEDETTA’ and resumed on another album ‘LE CANZONI DELLA GRANDE PAURA’

Mauro D’Addia – vocal, guitar
Anna Maria Giorgi – vocal percussions
Carmine Pongelli – percussions

download E anche ar mi marito

Parte il crowdfunding con Musicraiser per il primo album

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studio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Inizia una nuova avventura per i Canusìa! Contestualmente all’ultimazione delle registrazioni del primo album abbiamo attivato una campagna di crowdfunding. La piattaforma per abbiamo scelto per la raccolta fondi è Musicraiser che rigraziamo per aver approvato il nostro progetto. Ci troviamo a dover organizzare quella che è una fase delicata di un lavoro discografico ovvero il missaggio e il mastering. Che cosa sono? Facciamo prima una premessa: negli ultimi con il consolidamento della tecnologia digitale il modo di registrare è notevolmente cambiato, da un lato si sono notevolmente abbassati i tempi di registrazione e quindi anche i costi per la possibilità di intervenire e di migliorare in un secondo momento la qualità audio. Ma questo però a mio avviso ha tolto un pò quel sapore che aveva la cosiddetta tecnologia analogica che prevedeva l’utilizzo di metri e metri di nastro magnetico, che per caratteristiche tecniche rendeva l’audio più caldo, più corposo anche se meno definito e con più rumore di fondo. C’è anche da dire che una volta si ascoltava la musica con quei veri e propri elementi di arredo che erano gli “stereo” con elementi divisi per ogni funzione (amplificatore, piatto, piastra) e casse molto più grandi. Spesso si ascoltava musica rilassati sul divano preferendo questo tipo di relax alla televisione. La musica aveva un qualcosa di magico, rimanendo nella musica popolare ascoltare in vinile dischi come Quando nascesti tune del Canzoniere del Lazio, o come i dischi di Graziella Di Prospero era un’esperienza incredibile. Oggi siamo passati ad una nuova era (quasi nel significato geologico del termine), persino l’mp3 sta per essere abbandonato di fronte all’avvento dello streaming, una sorta di radio digitale on demand. In questo contesto anche la registrazione della musica popolare sta cedendo alle lusighe del digitale. Il missaggio è la fase che segue le registrazioni (riprese) e consiste nel miglioramento audio delle singole tracce, quindi si interviene equalizzando e equilibrando le varie frequenze, si usano degli effetti per rendere più corposo il suono, o si mette un riverbero per ampliare e prolungare un suono. Si determinano poi i vari livelli, volumi tra le tracce e poi si passa la mastering cioè il tutto viene esportato in una sola traccia stereo che viene poi ulteriormente ritoccata per darle il giusto guadagno audio. Il missaggio e il master ha dei costi aggiuntivi perchè impiegano molto tempo e c’è da aggiungere poi la stampa dei CD. La nostra campagna di raccolta fondi serve proprio per finanziare queste fasi finali. Visitate il nostro profilo di Musicraiser e scegliete le nostre ricompense, spero possiate gradire la nostra proposta.

Venerdi 13 febbraio Giovanna Marini, le donne di Giulianello e Canusìa

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scuola_di_canti_contadini

La scuola dei canti contadini a Giulianello

Ognuno ha le sue star, degli idoli da seguire. Nomi altisonanti come, non so, Madonna, Britney Spear o nel rock come una Amy Lee degli Evanescense. Voci molto belle, eteree e certo si evanescenti, perse in un filtro in un effetto da studio di registrazione. Per carità, anche noi non disdegnamo l’uso della tecnologia, necessaria per divulgare i nostri lavori. Eppure nel nostro stato, quasi patologico, di possessione da canti tradizionali siamo stati rapiti da un gruppo di voci nate nelle fatiche dei campi e nel pathos religioso. Le donne di Giulianello un gruppo di signore di un incantevole paesino alle pendici dei monti lepini nella provincia di Latina, sono per noi delle vere star. Quando abbiamo sentito per la prima volta il canto della passione, un insieme di vibrazioni hanno scosso le nostre empie esistenze. Un canto antico non assoggettato alle fredde regole del temperamento equabile, una melodia che Giovanna Marini, quando le ha presentate in un concerto ha definito di tipo modale, un tecnicismo che ne spiega bene l’importanza. Eppure i loro canti  sono vivi, parlano di lavoro nei campi, di sfruttamento, temi di innegabile attualità. Quando abbiamo avuto modo di incontrarle al Lago Cantato (una bellissima iniziativa per commerare Raffaele Marchetti che si tiene ogni anno al lago di Giulianello) e sentirle da vicino è incredibile la loro capacità vocale che non sfigurerebbe di fronte la più importante scuola jazz o classica. Venerdì 13 febbraio nella sede dell’A.S.B.U.C. a Giulianello avremo l’onore di cantare con loro e Giovanna Marini.

L’evento su facebook

Canusìa al Circolo H di Latina con Simone Sabatino

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Continua il nostro Viaggio Folkturistico a Maenza

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Viaggio Folkturistico alla scoperta del Lazio - Maenza
Viaggio Folkturistico alla scoperta del Lazio – Maenza

Maenza

Continua il nostro Viaggio Folkturistico alla scoperta del Lazio e facciamo tappa a Maenza, paese incantevole dei Monti Lepini che si affaccia sulla Valle dell’Amaseno. E’ stato uno dei tanti centri del territorio nati tra X e XII secolo risultato del fenomeno cosiddetto dell’incastellamento ovvero una progressiva edificazione di abitati posti su alture, considerate più sicure. La scelta del luogo è strategica infatti dalla rocca era possibile controllare lo sbocco della Valle dell’Amaseno verso la pianura pontina e Terracina, e lo sbocco della valle di Carpineto importante via legata alla transumanza. Uno dei monumenti che spicca maggiormente e il castello baronale, probabilmente edificato intorno X-XI sec, fu oggetto di interesse nei secoli (per l’evidente posizione) strategica di potenti famiglie feudali. Conti di Ceccano,Annibaldi, Caetani, Borgia, Aldobrandini, Doria Pamphili, Borghese. Nel castello di Maenza soggiornò San Tommaso D’Aquino nel 1274, poco prima di morire all’abbazia di Fossanova. Nelle vicinanze del castello si trova la chiesa di Santa Maria Assunta fatta restaurare da Leone XIII, esponente della famiglia Pecci di Carpineto. Dalla Loggia dei Mercanti si può godere della bellissima veduta della Valle dell’Amaseno. Clicca sull’immagine a sinistra per visualizzare l’abum di foto Viaggio Folktutistico a Maenza

Viaggio Folkturistico alla scoperta del Lazio

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viaggiofolktur

Da luglio 2013 sulla nostra pagina Facebook abbiamo attivato una rubrica dove illustriamo, con tanto di reportage fotografico, luoghi nascosti e incantevoli del Lazio. Con il sottotitolo dell’album “Luoghi incantati di una regione italiana ultimamente poco valorizzata” intendiamo esprimere il nostro disappunto sullo stato di incuria e abbandono in cui versano tanti bellissimi monumenti della regione. Il Lazio come ha scritto Tullio De Mauro è un “mostrum” un relitto dello Stato Pontificio, una corona di regioni intorno Roma che con le sue succesioni papali determinava il destino sociale e culturale (talvolta anche linguistico) delle popolazioni locali. Per interesse e per la distanza noi trattiamo, in particolar modo, il territorio di quella, che prima del 1870, era la cosidetta “Campagna di Roma” ovvero la regione a sud di Roma tra la riva sinistra del Tevere e Terracina, e tra i Monti Simbruini e il mare.  Era la sopravvivenza del Latium Vetus il cuore di quella cultura latina che, insieme a quella greca, si irradierà in tutto il mondo occidentale. Tracce di questa antichissima storia si vedono ovunque in luoghi e angoli nascosti spesso da brutture moderne. Una regione divisa tra mare, alte montagne, pesanti bianchi “blocchi” calcarei come i lepini, e scura polvere vulcanica cosparsa dal Vulcano Laziale a formare una campagna collinare che digrada dolcemente  verso lagune e impenetrabili foreste. Potete trovare nell’album “Viaggio Folkturistico alla scoperta del Lazio” alcune foto di luoghi come, ad esempio, gli Archi di San Lidano nella campagna di Sezze, un curioso manufatto che, abbiamo sperato, non vedesse Giacobbo il quale lo avrebbe portato a tesi delle origini inca di Sezze. Abbiamo pubblicato foto di Norba la città rocciosa, una delle colonie latine della Roma repubblicana. Tuffatevi quindi nella visione di queste bellezze, le foto sono rigorosamente fatte da noi, con nostre descrizioni e didascalie evitando uno sterile copia e incolla da internet.